Il field marketing è ancora importante?

Il field marketing è ancora importante

Nelle strategie di marketing tradizionale il field marketing è sempre stato un punto fondamentale, perché permette il contatto diretto tra azienda e cliente.

 

Uno dei modi migliori per avere brand engagement è disporre di promoter che fanno vendita diretta, offrono test gratuiti e fanno dimostrazioni.

 

Nell’era del digitale questo può sembrare strano, ma ricordatevi che non siamo online 24 ore su 24.

 

Il cliente prima di tutto è una persona. Il rapporto umano fa la differenza.

 

Anche i colossi di internet stanno cercando di rendere più umano il rapporto anche quando è fatto attraverso uno schermo. Questo fa capire che una relazione fredda tra chi vende e chi acquista non dà buoni risultati.

 

Marketing face to face o e-commerce?

 

Qui non parliamo di una sfida all’ultimo sangue tra vendita faccia a faccia e acquisti online, ma di una collaborazione.

 

Per un’azienda la presenza sul web è indispensabile e spesso i clienti si aspettano di poter comprare dal sito internet. Non bisogna però sottovalutare il legame che si crea con il compratore quando ci si parla direttamente con lui.

 

Un brand per creare un contatto duraturo con i propri clienti deve attuare strategie integrate di web marketing e di in-store marketing.

 

Capita spesso di fare ricerche online, poi andare in un negozio per essere rassicurati dal commesso e, infine, procedere all’acquisto.

 

È vero anche il contrario. Si cercano informazioni nello store reale di un brand, poi si cerca su Google l’offerta migliore per quell’oggetto desiderato.

 

Il Field marketing contribuisce alla brand awareness.

 

Awareness. Consapevolezza. Il miglior modo per aumentare la consapevolezza di un brand è una chiacchierata con un esperto.

 

Quando si devono fare acquisti importanti e costosi, come per un’automobile, si va in diversi punti vendita a parlare direttamente con chi ci può dare tutte le informazioni necessarie.

 

Un bravo venditore sarà in grado di evidenziare tutte le caratteristiche positive di un marchio e, nell’esempio dell’auto, avvalorerà le sue parole con una prova in strada.

 

Un cliente che ha visto soddisfatte tutte le sue richieste ed è felice del proprio acquisto diventerà un ambasciatore del brand, che suggerirà agli amici di fare la sua stessa scelta.

 

La cosa fondamentale è che ci sia coerenza tra le informazioni date faccia a faccia e quelle riportate sul sito aziendale o sui messaggi che vengono pubblicati nei social.

 

Un’azienda che sa comunicare i suoi valori sia ai dipendenti, sia ai potenziali clienti, vedrà sicuramente crescere la propria brand awareness.

 

L’umanità e l’interazione sono alla base di molte attività di marketing, vediamo come selezionare le più adatte alla propria azienda:

 

“Come individuare le attività di marketing necessarie alla propria azienda”

Obiettivi del marketing: i 5 punti del metodo SMART

obiettivi del marketing: I 5 punti del metodo Smart

Ciò che si vuole ottenere con l’attività di marketing è aumentare il bacino dei clienti e, di conseguenza, il fatturato.

 

Questi dovrebbero essere i risultati finali delle strategie aziendali, ma ci sono step intermedi che devono essere inseriti nel piano di marketing.

 

A questo punto ci si trova a dover classificare gli obiettivi e non si può fare a caso. Uno dei metodi usati è lo SMART, che ho descritto nell’articolo “Come definire gli obiettivi per il futuro della propria azienda?”.

 

Per essere preso in considerazione l’obiettivo deve essere: specifico (Specific), misurabile (Measurable), raggiungibile (Achievable), realistico (Realistic), temporizzabile (Time-Based). Dalle iniziali in inglese di queste caratteristiche deriva l’acronimo S.M.A.R.T.

 

Non sempre è così semplice applicare questa metodologia e avere chiare le priorità.

 

Il piano di marketing deve avere obiettivi specifici.

 

Un primo momento di crisi arriva quando si imposta il marketing strategico e si devono selezionare obiettivi davvero specifici. Per questa prima fase bisogna avere le idee molto chiare.

 

Inserire nel piano marketing di un’azienda l’obiettivo di 1 milione di followers sui social, senza definirne lo scopo e la strategia per ottenerli, è una perdita di tempo.

 

È invece sensato fissare come obiettivo una crescita del 20% dei like sulla pagina facebook aziendale attraverso un piano editoriale definito e promozioni a pagamento.

 

Il marketing management insegna a misurare i risultati.

 

Poter misurare gli obiettivi attraverso parametri numerici è fondamentale.
Non solo la crescita del fatturato deve essere valutata attraverso i numeri, ma anche ciò che si ottiene attraverso la SEO, la gestione dei social e di tutte le altre strategie di marketing operativo messe in atto.

 

I numeri fanno la storia dell’azienda. Nel bene e nel male.

 

 

Porsi obiettivi non misurabili è controproducente, poiché non si hanno punti di riferimento.

 

Il web marketing, elemento centrale delle strategie odierne, fornisce sempre dati numerici a fronte di ogni attività che si svolge.

 

Attraverso strumenti come Google Analytics si possono misurare chiaramente le visite sui siti internet.

Naturalmente, solo professionisti specializzati possono utilizzare correttamente tools di analisi che generano una grande mole di dati.

 

Il traguardo deve essere raggiungibile.

 

Quando si stila la lista degli obiettivi di marketing per il futuro dell’impresa, si deve assolutamente essere concreti.

 

La sconfitta è certa se si gareggia senza sapere dove sia l’arrivo e chi siano gli avversari.

 

Mettere online oggi un e-commerce e volere essere il principale competitor di Amazon nel giro di 6 mesi è un risultato non raggiungibile. Competitor e traguardo sono a dir poco ostici.

 

L’obiettivo deve essere realistico.

 

In una piccola azienda familiare in cui gli operai sono padre e figlio, mentre in ufficio c’è la madre, è poco realistico prefiggersi di raddoppiare la produzione senza pianificare assunzioni.

 

Anche in questo caso avere chiara la situazione della nostra attività, abbandonando sogni assurdi, permette di non perdere tempo.

 

Definire il tempo per ogni attività di marketing.

 

Il vecchio detto “il tempo è denaro” sarà scontato, ma è reale.

 

Non è possibile investire risorse in operazioni di marketing che non hanno un termine.

 

Quando, ad esempio, si affida la strategia di comunicazione a un’agenzia, essa stessa propone all’azienda un tempo minimo per raggiungere risultati apprezzabili.

 

Come raggiungere i nostri obiettivi? Con gli strumenti più adatti alla nostra realtà aziendale e industriale, vediamo assieme la panoramica:

 

“Marketing operativo: gli strumenti per far crescere le aziende”

Come individuare le attività di marketing necessarie alla propria azienda

Come individuare le attività di marketing necessarie per la propria azienda

Oggi sono tantissimi i canali e gli strumenti con cui un’azienda può realizzare il proprio piano di marketing.

 

Capire quali siano quelli giusti per la propria impresa è un problema, proprio perché la scelta è troppo ampia e le funzioni sono complesse da gestire.

 

Se solo qualche decina di anni fa la pubblicità era veicolata dai così detti media tradizionali (tv, radio, giornali), ora è presente anche sui motori di ricerca (Google), sui social networks (Facebook, Instagram, Linkedin), sulle app e nel testo di newsletter.

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Marketing operativo: gli strumenti per far crescere le aziende

Marketing operativo: il marketing mix per le aziende

Dopo aver trascorso il giusto tempo nelle fasi di marketing analitico e marketing strategico, arriva il momento dell’azione: si passa al marketing operativo per far crescere l’azienda.

Solo dopo aver studiato i dati dell’azienda e dei concorrenti e aver pianificato le operazioni da eseguire, si può passare a mettere in atto tutte quelle strategie che vengono inserite nel così detto marketing mix.

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Inbound Marketing, il vostro ‘magnete’ per i clienti

Inbound Marketing strategia di content marketing per l'aumento del fatturato

Inbound Marketing.

Questa sequenza di parole è ormai sulla bocca di tutti i marketing manager delle principali aziende mondiali che vogliono aumentare il fatturato.

È un argomento caldo, se ne parla, ma sapete esattamente di cosa si tratta?

Ve lo spiego io.

Un po’ di storia

Prima dell’Inbound c’era l’Outbound Marketing, detto anche Marketing dell’interruzione, proprio per la sua caratteristica di interrompere le persone durante la fruizione di un contenuto terzo.

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Vendere su Internet…con un sito che risolve problemi

Vendere su Internet con sito web e landing page

“Io voglio essere su internet con maggiori risultati”.

 

“Il mio sito ha poche interazioni anche se posto contenuti tutti i giorni”.

 

“Voglio che la presenza web della mia azienda migliori le vendite dei miei prodotti”.

 

“Ho inserito delle foto nuove, ma non vedo risultati. Mi potete aiutare?”.

 

Molto spesso, quando mi reco a incontrare personalmente dei clienti presso le loro sedi, mi capita di sentire frasi di questo genere.

Queste affermazioni nascondono un’imprecisione di pensiero che trova origine nella frase “Internet è la nuova piazza, bisogna essere presenti”.

Tutto vero, non negherei mai una tal verità, ma non fermiamoci in superficie e iniziamo a ragionare in maniera più complessa: non basta allestire una vetrina online per ottenere buone interazioni o aumentare le vendite.

La piazza esiste, ma se non la si conquista, essa vi resterà sempre avversa.

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Avete bisogno di un sito web e non sapete a chi affidarvi?

creazione sito web aziendale, scelta della web agency

Risposta semplice: rivolgetevi a Inside Comunicazione, l’agenzia di comunicazione, web marketing e digital strategies con sede a Ferrara e Milano! Fine dell’articolo.

SCHERZO! Ovviamente.

Realizzare un sito web aziendale è già di per se un’operazione lunga e complicata. Capire a chi affidarsi, invece, può essere molto semplice.

Attenti alle fregature!

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In fondo al mar

vendere online con un sito e-commerce

Dalla Sirenetta della Walt Disney all’e-commerce il passo è molto lungo, oserei dire proibitivo, ma proviamoci. La mia è chiaramente una provocazione perché, parlando di e-commerce, la prima cosa che mi viene in mente non è certo la Sirenetta ma è vendere, e la seconda è scrivere.

Per vendere bisogna saper vendere, e per saper vendere bisogna saper scrivere.

Cosa c’entra la Sirenetta con l’e-commerce?

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