Da Imprenditore a Presidente: l’evoluzione parte dalla struttura aziendale

Da Imprenditore a Presidente- l'evoluzione parte dalla struttura aziendale

Quando un’idea diventa un’attività commerciale che produce profitti, si può dire che un sognatore diventa un imprenditore. L’attitudine al successo, la determinazione e il coraggio sono la base per chi vuole intraprendere questa carriera, ma non bastano queste caratteristiche.

 

Si vedono apparire sul mercato startup che fanno un immediato successo, ma dopo poco tempo crollano come castelli di carta. È stato così per tante aziende del settore informatico/tecnologico. Molto spesso questo è dovuto all’inesperienza degli imprenditori e al fatto di non riuscire a strutturarsi adeguatamente quando si ha una crescita repentina.

 

La lungimiranza è fondamentale già quando si fa il business plan e si stabiliscono le strategie che guideranno tutto l’operato dell’azienda.

 

Come può cambiare la struttura aziendale: un esempio concreto

 

Il sistema organizzativo con cui si gestisce una piccola azienda appena nata, che magari produce un solo tipo di prodotto o servizio, non può essere la stessa di una grande società con diversi reparti e specifiche funzioni.

 

Per fare un esempio concreto prendo in esame l’evoluzione della Olivetti nel periodo che va dagli anni ’70 agli anni ’90.

 

Il cambio tecnologico degli anni ’70 ha portato la Olivetti verso una struttura funzionale in cui al vertice vi era il corporate management e al di sotto i reparti ricerca e sviluppo, la produzione, il marketing e l’area commerciale.

 

Seguendo l’evoluzione del mercato, nel decennio successivo l’azienda muta di nuovo la struttura aziendale andando verso quella divisionale. In questa forma di organizzazione l’area di produzione e il settore ricerca e sviluppo vengono suddivisi a seconda dei diversi tipi di prodotto, ma restano comuni tutte gli altri segmenti della struttura. Inoltre, sempre nello stesso periodo, vengono formate unità di business ben distinte dalla produzione e dal marketing.

 

Negli anni ’90 la Olivetti cambia ancora organizzazione aziendale creando diverse società dirette da una holding.

 

La capacità di adattarsi al mercato ha permesso a questa nota azienda italiana di essere competitiva per moltissimi anni e da essa si possono prendere spunti per capire come gestire anche PMI.

 

In questa ottica diventa significativa anche l’evoluzione che deve fare l’imprenditore che diviene presidente di una società. In questo passaggio diventa ancora più importate avere persone di fiducia a cui affidare i punti cardine della gestione.

 

La consulenza aziendale può aiutare l’imprenditore

 

Cambiare la struttura aziendale non è di certo un processo spontaneo che avviene senza preparazione e strategia. Quando si affronta un passaggio così delicato c’è sicuramente bisogno di un esperto che possa analizzare l’azienda da ogni punto di vista.
Un consulente aziendale è utile all’imprenditore, perché può mostrare quali siano le sezioni della struttura aziendale che hanno davvero bisogno di una ristrutturazione. È compito di questo tipo di professionista ideare una strategia adeguata al tipo di cambiamento che l’azienda deve affrontare.

 

Un imprenditore deve essere in grado di individuare tempestivamente i segnali che possono portare ad una crisi e reagire prima che sia troppo tardi.

 

Come capire se la tua azienda ha bisogno di evolvere? Valuta 10 indicatori di tensione fondamentali leggendo:

 

“Organizzazione del lavoro in azienda: 10 indicatori di tensione”

Consulenza direzionale: serve sul serio?

Consulenza direzionale - serve sul serio

La consulenza direzionale è un argomento molto dibattuto. Gli imprenditori si dividono tra coloro che pensano sia uno strumento fondamentale in determinati momenti e chi pensa che non serva un esterno che venga a dire dove stanno i problemi.

 

La motivazione dei più diffidenti è comprensibile pensando ad un consulente d’impresa che arriva in azienda e analizza tutte le criticità.

Leggi tutto “Consulenza direzionale: serve sul serio?”

Il field marketing è ancora importante?

Il field marketing è ancora importante

Nelle strategie di marketing tradizionale il field marketing è sempre stato un punto fondamentale, perché permette il contatto diretto tra azienda e cliente.

 

Uno dei modi migliori per avere brand engagement è disporre di promoter che fanno vendita diretta, offrono test gratuiti e fanno dimostrazioni.

 

Nell’era del digitale questo può sembrare strano, ma ricordatevi che non siamo online 24 ore su 24.

 

Il cliente prima di tutto è una persona. Il rapporto umano fa la differenza.

 

Anche i colossi di internet stanno cercando di rendere più umano il rapporto anche quando è fatto attraverso uno schermo. Questo fa capire che una relazione fredda tra chi vende e chi acquista non dà buoni risultati.

 

Marketing face to face o e-commerce?

 

Qui non parliamo di una sfida all’ultimo sangue tra vendita faccia a faccia e acquisti online, ma di una collaborazione.

 

Per un’azienda la presenza sul web è indispensabile e spesso i clienti si aspettano di poter comprare dal sito internet. Non bisogna però sottovalutare il legame che si crea con il compratore quando ci si parla direttamente con lui.

 

Un brand per creare un contatto duraturo con i propri clienti deve attuare strategie integrate di web marketing e di in-store marketing.

 

Capita spesso di fare ricerche online, poi andare in un negozio per essere rassicurati dal commesso e, infine, procedere all’acquisto.

 

È vero anche il contrario. Si cercano informazioni nello store reale di un brand, poi si cerca su Google l’offerta migliore per quell’oggetto desiderato.

 

Il Field marketing contribuisce alla brand awareness.

 

Awareness. Consapevolezza. Il miglior modo per aumentare la consapevolezza di un brand è una chiacchierata con un esperto.

 

Quando si devono fare acquisti importanti e costosi, come per un’automobile, si va in diversi punti vendita a parlare direttamente con chi ci può dare tutte le informazioni necessarie.

 

Un bravo venditore sarà in grado di evidenziare tutte le caratteristiche positive di un marchio e, nell’esempio dell’auto, avvalorerà le sue parole con una prova in strada.

 

Un cliente che ha visto soddisfatte tutte le sue richieste ed è felice del proprio acquisto diventerà un ambasciatore del brand, che suggerirà agli amici di fare la sua stessa scelta.

 

La cosa fondamentale è che ci sia coerenza tra le informazioni date faccia a faccia e quelle riportate sul sito aziendale o sui messaggi che vengono pubblicati nei social.

 

Un’azienda che sa comunicare i suoi valori sia ai dipendenti, sia ai potenziali clienti, vedrà sicuramente crescere la propria brand awareness.

 

L’umanità e l’interazione sono alla base di molte attività di marketing, vediamo come selezionare le più adatte alla propria azienda:

 

“Come individuare le attività di marketing necessarie alla propria azienda”

L’organizzazione orizzontale: come gestire le aziende oggi

Organizzazione aziendale: come gestire le aziende oggi - comunicazione organizzativa

Ogni tipo di azienda ha bisogno di un’organizzazione interna che permetta a tutti i dipendenti di sapere cosa devono fare e da chi andare per avere istruzioni e conferme. Nelle aziende italiane è sempre stata usata l’organizzazione verticale, con gerarchie nette e compiti specifici attribuiti ai settori.

 

Oggi, nell’era del digitale, non è più così funzionale utilizzare un metodo rigido in cui probabilmente un ufficio non sa esattamente cosa faccia l’altro.

 

L’organizzazione orizzontale permette una maggiore interazione tra i diversi settori e i singoli elementi dei team e una flessibilità che si adatta all’attuale mondo del lavoro.

 

Un’organizzazione aziendale al passo con i tempi.

 

La rigidità non è più un fattore positivo in una struttura organizzativa. Nelle vecchie aziende ognuno svolgeva il proprio compito ed era controllato sempre dallo stesso capufficio o caporeparto. Forse questo può essere ancora valido in enormi aziende, con sedi dislocate in diverse nazioni.

 

L’organizzazione orizzontale permette ai dipendenti di lavorare a diversi progetti sfruttando le proprie abilità. Ogni progetto è diretto da un project manager che costruisce la squadra adatta al raggiungimento dell’obiettivo, gestisce le informazioni e i singoli elementi.

 

Nel mercato odierno i clienti hanno aumentato le richieste di personalizzazione e si aspettano un servizio dedicato.

 

Abituate alle ricerche e agli acquisti online, le persone cercano la rapidità nella soddisfazione delle loro esigenze e informazioni molto precise.

 

Un’azienda moderna deve essere in grado di far sentire ogni cliente al centro dell’attenzione, dare risposte a ogni quesito e deve farlo con rapidità.

 

L’organizzazione verticale prevedrebbe una serie di passaggi tra le diverse gerarchie per ogni richiesta, quindi un processo molto lento.

 

L’organizzazione orizzontale, invece, consente maggiore autonomia ai team di lavoro, permettendo di reagire velocemente a ogni input che arriva.

 

Una struttura organizzativa che valorizza i dipendenti.

 

Avere collaboratori motivati e che danno il massimo in ogni progetto è ciò che ogni imprenditore vorrebbe vedere all’interno della propria azienda.

 

Uno dei maggiori vantaggi dell’organizzazione del lavoro orizzontale è proprio quella di creare uno stretto legame tra chi lavora e l’obiettivo da raggiungere.

 

Gli elementi del team sono responsabili dei risultati e tutti insieme devono ideare e applicare le giuste strategie per portare a termine un progetto con successo.

 

Se ogni dipendente è scelto per le proprie capacità tecniche e le proprie attitudini, sicuramente si sentirà valorizzato e tenderà a impegnarsi maggiormente.

 

Gli svantaggi dell’organizzazione orizzontale.

 

Esistono anche aspetti negativi di questo tipo di struttura aziendale. Non è per tutti l’organizzazione orizzontale.

 

Avere gerarchie appiattite potrebbe rallentare i tempi quando bisogna prendere decisioni. Questo avviene soprattutto quando per ogni problema si organizza una riunione.

 

Nodo chiave in questo senso è la scelta delle persone giuste a guidare i gruppi di lavoro, il rischio risiede nella capacità organizzativa del team. Se non funziona cosa aspettarsi? Perdita di controllo dei progetti e mancato raggiungimento dei risultati nei giusti tempi.

 

Per adottare un nuovo modello organizzativo è necessario conoscere le dinamiche di maggiore criticità all’interno della propria azienda. Ecco 10 dettagli da monitorare per avere il polso della situazione:

 

Vediamo come realizzarne le basi, partendo da un articolo:

 

“Organizzazione del lavoro in azienda: 10 indicatori di tensione”

Obiettivi del marketing: i 5 punti del metodo SMART

obiettivi del marketing: I 5 punti del metodo Smart

Ciò che si vuole ottenere con l’attività di marketing è aumentare il bacino dei clienti e, di conseguenza, il fatturato.

 

Questi dovrebbero essere i risultati finali delle strategie aziendali, ma ci sono step intermedi che devono essere inseriti nel piano di marketing.

 

A questo punto ci si trova a dover classificare gli obiettivi e non si può fare a caso. Uno dei metodi usati è lo SMART, che ho descritto nell’articolo “Come definire gli obiettivi per il futuro della propria azienda?”.

 

Per essere preso in considerazione l’obiettivo deve essere: specifico (Specific), misurabile (Measurable), raggiungibile (Achievable), realistico (Realistic), temporizzabile (Time-Based). Dalle iniziali in inglese di queste caratteristiche deriva l’acronimo S.M.A.R.T.

 

Non sempre è così semplice applicare questa metodologia e avere chiare le priorità.

 

Il piano di marketing deve avere obiettivi specifici.

 

Un primo momento di crisi arriva quando si imposta il marketing strategico e si devono selezionare obiettivi davvero specifici. Per questa prima fase bisogna avere le idee molto chiare.

 

Inserire nel piano marketing di un’azienda l’obiettivo di 1 milione di followers sui social, senza definirne lo scopo e la strategia per ottenerli, è una perdita di tempo.

 

È invece sensato fissare come obiettivo una crescita del 20% dei like sulla pagina facebook aziendale attraverso un piano editoriale definito e promozioni a pagamento.

 

Il marketing management insegna a misurare i risultati.

 

Poter misurare gli obiettivi attraverso parametri numerici è fondamentale.
Non solo la crescita del fatturato deve essere valutata attraverso i numeri, ma anche ciò che si ottiene attraverso la SEO, la gestione dei social e di tutte le altre strategie di marketing operativo messe in atto.

 

I numeri fanno la storia dell’azienda. Nel bene e nel male.

 

 

Porsi obiettivi non misurabili è controproducente, poiché non si hanno punti di riferimento.

 

Il web marketing, elemento centrale delle strategie odierne, fornisce sempre dati numerici a fronte di ogni attività che si svolge.

 

Attraverso strumenti come Google Analytics si possono misurare chiaramente le visite sui siti internet.

Naturalmente, solo professionisti specializzati possono utilizzare correttamente tools di analisi che generano una grande mole di dati.

 

Il traguardo deve essere raggiungibile.

 

Quando si stila la lista degli obiettivi di marketing per il futuro dell’impresa, si deve assolutamente essere concreti.

 

La sconfitta è certa se si gareggia senza sapere dove sia l’arrivo e chi siano gli avversari.

 

Mettere online oggi un e-commerce e volere essere il principale competitor di Amazon nel giro di 6 mesi è un risultato non raggiungibile. Competitor e traguardo sono a dir poco ostici.

 

L’obiettivo deve essere realistico.

 

In una piccola azienda familiare in cui gli operai sono padre e figlio, mentre in ufficio c’è la madre, è poco realistico prefiggersi di raddoppiare la produzione senza pianificare assunzioni.

 

Anche in questo caso avere chiara la situazione della nostra attività, abbandonando sogni assurdi, permette di non perdere tempo.

 

Definire il tempo per ogni attività di marketing.

 

Il vecchio detto “il tempo è denaro” sarà scontato, ma è reale.

 

Non è possibile investire risorse in operazioni di marketing che non hanno un termine.

 

Quando, ad esempio, si affida la strategia di comunicazione a un’agenzia, essa stessa propone all’azienda un tempo minimo per raggiungere risultati apprezzabili.

 

Come raggiungere i nostri obiettivi? Con gli strumenti più adatti alla nostra realtà aziendale e industriale, vediamo assieme la panoramica:

 

“Marketing operativo: gli strumenti per far crescere le aziende”

Strategie di Marketing che non portano risultati sperati: perseverare o ricominciare?

Strategie di marketing: perseverare o ricominciare

Quando non si raggiungono i risultati sperati, il dubbio comincia a insinuarsi nella mente dell’imprenditore come la famosa goccia che buca la pietra: dobbiamo rivedere tutto il marketing strategico dell’azienda o attendiamo ancora i risultati?

 

Non sempre si raggiungono obiettivi aziendali importanti nel giro di pochi mesi. Più il traguardo è ambizioso e maggiore è l’impegno e il tempo che occorre per raggiungerlo.

 

C’è, però, da prendere in considerazione un altro aspetto: un piano di marketing ben fatto comporta tempo per la pianificazione e, successivamente, diversi step operativi.

 

Chi è a capo di un’azienda attende con ansia il momento in cui si cominciano a portare a casa i frutti di questo investimento.

 

Per capire se la strategia di marketing che abbiamo ideato è giusta o meno, bisogna farsi delle domande:

  • Gli obiettivi prefissati sono davvero raggiungibili?
  • I messaggi arrivano al target giusto?
  • Ci sono le persone giuste a gestire le operazioni di marketing?

 

Avere dubbi non è un problema, ma non cercare le risposte lo è.

 

Andiamo ad analizzare meglio i quesiti sopra elencati.

 

Piano di marketing con obiettivi realizzabili.

 

Quando si pianificano le strategie aziendali si stabiliscono sempre dei risultati da ottenere in un determinato tempo. Se essi non arrivano nel periodo che avevamo stabilito, gli errori possono essere:

  • Sbagliata valutazione del tempo;
  • Obiettivi non realistici.

 

Ad esempio, in una strategia di marketing territoriale, bisogna impostare tutte le attività di promozione sul lungo termine. Inserirsi nel tessuto sociale ed economico di un luogo e comunicare chi vive in quel territorio sono operazioni che richiedono tempo.

 

Pretendere che un nuovo locale diventi in un mese il punto di riferimento della movida cittadina, è un desiderio difficilmente realizzabile.

 

Immaginiamo ora un’azienda sul mercato da tempo che si è sempre rivolta a un target di bambini.

 

Se nel piano di marketing si è stabilito di rivolgersi a un pubblico adulto senza cambiare i prodotti offerti, l’obiettivo è decisamente poco realistico.

 

 

In entrambi i casi bisogna valutare se sia più vantaggioso rivedere la strategia o continuare allungando i tempi (primo esempio) e studiando l’offerta giusta per i nuovi clienti (secondo esempio).

 

Comunicare con il target giusto: l’importanza delle Buyer Personas.

 

Per essere sicuri di parlare ai potenziali clienti, bisogna essere certi di aver individuato le persone davvero interessate ai nostri contenuti.

 

Come ormai noto, per buyer persona s’intende un identikit, un profilo ideale, creato secondo le abitudini di acquisto, gli hobby, le caratteristiche anagrafiche, che identifica il cliente giusto per la nostra azienda.

 

Il blog e i social networks dell’azienda potrebbero essere pieni di ottimi contenuti, ma se sono stati realizzati senza pensare a chi dovrebbe leggerli, i problemi nella strategia di marketing ci sono.

 

Prima di buttarsi nella scrittura di articoli tecnici da mettere sul sito aziendale è il caso di pensare se chi compra i nostri prodotti parla quella lingua.

Le strategie di marketing hanno bisogno di persone qualificate.

 

Molto spesso è proprio la scelta sbagliata della persona che rende inefficace un lavoro.

 

Errori molto comuni che portano a grandi problemi sono:

  • Fare gestire i canali social dell’azienda a persone non preparate;
  • Affidare il restyling del sito a chi fa il prezzo più basso;
  • Lasciare scelte strategiche in mano a tecnici privi di visione d’insieme.

 

Il web oggi offre un’enorme vetrina in cui il nostro brand può essere osannato o denigrato, quindi occorre conoscere a fondo la comunicazione e gli strumenti che si usano.

 

Il sito internet non deve essere semplicemente bello, ma deve essere concepito per migliorare la navigazione degli utenti sia da mobile, sia da desktop, e ottimizzato in ottica SEO, altrimenti i motori di ricerca non lo troveranno.

 

La strategia di marketing è parte di un sistema molto più complesso: la pianificazione strategica aziendale.

 

Vediamo come realizzarne le basi, partendo da un articolo:

“Pianificazione strategica aziendale: solo per imprenditori lungimiranti”

Il Piano Strategico: dalle operazioni militari alle strategie aziendali

Piano strategico - Dalle operazioni militari alle strategie aziendali - Piani strategici

Può sembrare azzardata la similitudine tra ambiente militare e aziendale, ma quando si parla di strategia e risultati, le similitudini sono tante.

 

La strategia militare è la materia di specialisti che pianificano gli obiettivi da ottenere e gli interventi da svolgere per vincere la guerra.

 

L’analisi dell’ambiente su cui le truppe si muoveranno, lo studio del nemico e i luoghi da conquistare uno dopo l’altro, sono la base del piano strategico.

 

Oltre a questo, prima di passare all’azione, lo stratega deve conoscere le forze che ha a disposizione, gli strumenti tecnologici e tutte le risorse che potrà sfruttare per raggiungere lo scopo.

 

Pensando ora a un piano strategico aziendale, le somiglianze sono sicuramente più evidenti.

 

Pianificazione strategica: l’impresa.

 

Il termine “impresa” ha un doppio significato: azione pericolosa o eroica e attività economica.

 

La prima definizione è adeguata al settore militare, fa pensare a medaglie e grandi risultati. In realtà un’azione pericolosa, in cui l’eroismo salva la situazione, è ciò che una buona strategia deve evitare.

 

Nel secondo caso la pianificazione strategica supporta l’attività economica e la guida nella crescita in un lungo periodo.

 

In entrambi i casi, la strategia è ciò che permette di ottenere i risultati preventivati, attraverso fasi chiare e predefinite.

 

Appare evidente che in un piano d’impresa l’analisi strategica sia basilare.

 

In un piano strategico, l’azienda deve stabilire gli obiettivi e definire la propria mission, avere coscienza delle proprie risorse umane e strumentali, conoscere molto bene la propria nicchia di mercato, i concorrenti e il consumatore a cui si rivolge.

 

Caratteristiche del piano strategico: come vincere le battaglie.

 

Il piano strategico d’impresa è l’insieme di: piano di mercato, piano tecnico, piano organizzativo, piano finanziario, piano di comunicazione.

 

Tutti questi piani che contribuiscono alla strategia aziendale devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Semplicità nella realizzazione;
  • Flessibilità;
  • Orizzonte temporale definito.

 

Un piano strategico di un’azienda potrebbe essere complesso se esaminato globalmente, ma, come visto in precedenza, suddividendolo per diversi ambiti, risulta più semplice.

 

Anche quando si descrivono processi complicati, i piani devono essere lineari e applicabili.

 

La visione del piano strategico come l’interazione di piani settoriali garantisce una flessibilità in grado di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato o a nuove strategie utilizzate dai competitor.

 

Non esisterebbe pianificazione strategica senza la definizione dell’orizzonte temporale.

 

Avere chiari i risultati che si vogliono ottenere e le operazioni da fare, senza stabilire un tempo, comporta spreco di risorse e denaro.

 

Tornando alla metafora bellica: le battaglie nel mercato si vincono solo con un’accurata analisi e una strategia ben pianificata.

 

Stai ragionando su un piano di marketing strategico per la tua azienda?
Ecco che cosa ti porterà nel concreto:

 

Leggi l’articolo “Consulenza di marketing strategico: cosa ricava l’azienda?”

Comunicazione orizzontale: per ottenere il massimo risultato dalle consulenze

Comunicazione aziendale: come ottenere il massimo risultato dalle aziende

Nella maggior parte delle aziende del nostro Paese la comunicazione è verticale, viaggia dal manager ai suoi dipendenti, seguendo la catena delle autorità. Questo, idealmente, dovrebbe generare un feedback dalla base al vertice che riguarda i risultati raggiunti, richieste d’informazioni, assistenza, proposte. Non è semplice.

 

Questo significa che comunemente un imprenditore è abituato a questo tipo di gestione delle informazioni.

Leggi tutto “Comunicazione orizzontale: per ottenere il massimo risultato dalle consulenze”

Come individuare le attività di marketing necessarie alla propria azienda

Come individuare le attività di marketing necessarie per la propria azienda

Oggi sono tantissimi i canali e gli strumenti con cui un’azienda può realizzare il proprio piano di marketing.

 

Capire quali siano quelli giusti per la propria impresa è un problema, proprio perché la scelta è troppo ampia e le funzioni sono complesse da gestire.

 

Se solo qualche decina di anni fa la pubblicità era veicolata dai così detti media tradizionali (tv, radio, giornali), ora è presente anche sui motori di ricerca (Google), sui social networks (Facebook, Instagram, Linkedin), sulle app e nel testo di newsletter.

Leggi tutto “Come individuare le attività di marketing necessarie alla propria azienda”

Consulenza di marketing strategico: cosa ricava l’azienda?

Piano di Marketing strategico per azienda

Il marketing strategico è uno strumento efficace per un’azienda che vuole essere competitiva sul mercato.

 

Non c’è esercito che andrebbe in battaglia senza aver prima studiato un piano d’attacco.

Non esiste scalatore che affronti una montagna senza decidere a tavolino il percorso più sicuro per arrivare in vetta.

 

Allo stesso modo un’azienda non può pensare di crescere e fare profitti senza prima realizzare un piano di marketing strategico.

 

A cosa serve il marketing strategico?

Leggi tutto “Consulenza di marketing strategico: cosa ricava l’azienda?”

Organizzazione del lavoro in azienda: 10 indicatori di tensione

Organizzazione del lavoro in azienda 10 indicatori di tensione - Ruoli e funzioni aziendali

Il benessere dell’ambiente di lavoro stimola i dipendenti a dare il massimo per raggiungere i risultati aziendali.

Un’organizzazione del lavoro aziendale ben impostata porterà un aumento della qualità dei risultati e un maggior coinvolgimento delle singole persone che operano nei diversi settori dell’impresa.

 

Se si sottovaluta il benessere di chi lavora, nascono tensioni e la produzione ne risente.

 

Un imprenditore attento noterà gli indicatori che possono portare ai contrasti e interverrà per modificarli.

Leggi tutto “Organizzazione del lavoro in azienda: 10 indicatori di tensione”

Come selezionare il Marketing Manager per la comunicazione d’impresa

Come selezionare il Marketing Manager per la comunicazione aziendale o d'impresa

Per scegliere un marketing manager senza correre il rischio di essere presi in giro e danneggiare la propria azienda, bisogna fare attenzione alle competenze specifiche che il professionista deve avere.

Se si sceglie la persona sbagliata, i risultati non arriveranno e si dovrà ricominciare dalla selezione, per poi rivedere tutte le strategie di comunicazione d’impresa messe in atto fino a quel momento.

 

Il marketing manager deve possedere un mix di competenze utili ad analizzare, programmare e gestire tutte le fasi di un progetto.

Leggi tutto “Come selezionare il Marketing Manager per la comunicazione d’impresa”

Vantaggi e svantaggi di un’azienda con struttura a matrice

Vantaggi e svantaggi di un'azienda con struttura a matrice - organizzazione aziendale, struttura aziendale, struttura organizzativa

In una struttura aziendale a matrice si hanno due capi per ogni progetto e questo può essere sia un problema, sia una risorsa strategica.

 

Il project manager e il manager funzionale monitorano le attività avendo un doppio controllo, ma ognuno seguendo il proprio ruolo.

Il primo è il referente per il progetto, mentre il secondo si occupa verticalmente del settore in cui si sta operando.

Leggi tutto “Vantaggi e svantaggi di un’azienda con struttura a matrice”

Il controllo dei dipendenti è legale, ma fino a che punto?

Il controllo dei dipendenti è legale, ma fino a che punto - Gestione del personale

Controllo dei dipendenti è una definizione forte, ma chi ha un’azienda conosce l’importanza di avere mezzi di verifica del lavoro dei propri dipendenti, delle loro performance lavorative e per contrastare eventuali attività vietate sul luogo di lavoro.

 

Ciò che spesso si dimentica è che la privacy dei lavoratori va sempre tutelata, garantendo il rispetto delle norme vigenti ed evitando forme restrittive di controllo.

 

Il confine è sottile e muoversi in questo ambito è sempre delicato.

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Marketing operativo: gli strumenti per far crescere le aziende

Marketing operativo: il marketing mix per le aziende

Dopo aver trascorso il giusto tempo nelle fasi di marketing analitico e marketing strategico, arriva il momento dell’azione: si passa al marketing operativo per far crescere l’azienda.

Solo dopo aver studiato i dati dell’azienda e dei concorrenti e aver pianificato le operazioni da eseguire, si può passare a mettere in atto tutte quelle strategie che vengono inserite nel così detto marketing mix.

Leggi tutto “Marketing operativo: gli strumenti per far crescere le aziende”

Come definire gli obiettivi per il futuro della propria azienda?

Come definire gli obiettivi SMART per il futuro della propria azienda - il business plan e la pianificazione strategica per gli obiettivi di business

Che si inizi una nuova impresa commerciale o che si voglia continuare ad aver successo con la propria azienda, bisogna sempre fare i conti con l’innovazione e l’inesorabile incalzare del futuro.

 

Per garantire una lunga vita alla propria impresa si devono determinare fin da subito gli obiettivi dell’azienda.

Occorre quindi avere un piano che abbia prima di tutto:

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Marketing analitico: come ti aiuta a mappare i concorrenti

marketing analitico: studio strategico di azienda, clienti, mercato, concorrenza

Il marketing analitico è il processo di raccolta e studio dei dati che definiscono il comportamento di un’azienda, il settore di mercato, i clienti e la concorrenza.

Le informazioni utili risiedono sia all’interno dell’impresa, sia all’esterno.

 

Questo lavoro di analisi è alla base di tutte le azioni di marketing strategico che si andranno a pianificare e diventa uno strumento essenziale per prefiggersi obiettivi concreti da raggiungere.

 

Solo conoscendo l’azienda e il suo mercato si può creare una strategia di crescita che porti risultati concreti.

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Pianificazione strategica aziendale: solo per imprenditori lungimiranti

La corretta strategia aziendale passa per pianificazione industriale e pianificazione aziendale

Avere le idee chiare sul proprio modello di business e su come farlo evolvere, è il punto di partenza da cui un imprenditore parte per ottenere buoni risultati.

Produrre un documento nel quale si stabiliscono tutte le operazioni da attuare in azienda per raggiungere futuri obiettivi di crescita e relativa coperture economiche è di fondamentale importanza organizzativa.

Stiamo parlando della pianificazione aziendale.

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Comunicazione organizzativa in pratica: un esempio aziendale

Esempio e Modelli di comunicazione interna e comunicazione organizzativa esterna o anche comunicazione integrata

La comunicazione organizzativa è la somma di tutti i processi con cui un’azienda comunica ciò che è e i propri valori aziendali, mandando messaggi mirati sia ai propri clienti, sia a tutti coloro che sono all’interno del sistema produttivo dell’impresa e che dovrebbero condividere la mission aziendale.

La comunicazione organizzativa o comunicazione integrata, utilizza metodologie strategiche per costituire il modo in cui l’azienda viene percepita.

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Consulenza manageriale: oltre 30 anni di esperienza al vertice

Consulenza manageriale e consulenza di direzione aziendale per imprenditori

Come molti imprenditori, anch’io ho costruito il successo della mia attuale azienda da zero, ma la base di partenza umana, personale, è sempre importante. Venendo da una famiglia di imprenditori, ho imparato fin da giovane a confrontarmi con questo mondo, che è diventato ben più di un lavoro, è diventato parte integrante del mio essere.

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